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    E' la solita storia...., vorrei sapere nella storia dei concorsi quale (o quali) è/sono quello/i che è/sono considerato/i di ottimo livello e di partecipazione; in 8 ore, con tutto quello che chiedono e con la tensione, insomma non in condizioni ottimali, non è facile fare un elaborato "di livello", pur avendone le capacità
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    Concordo. Se uno vuole deve poter provare anche 10 volte. Ci possono essere mille motivi per cui uno non riesce a farcela nei primi 3 tentativi: chi lavora, chi ha problemi familiari, chi deve crescere un figlio, chi semplicemente è più lento a studiare.
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    ahahah mi fa ridere la soluzione prospettata dall' AIGA, visto che diminuiscono i praticanti notai, diamo le competenze dei notai agli avvocati...come dire, visto che i panda sono sempre di meno, disegniamo macchie nere sugli orsi polari
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    Il silenzio di queste 123 visite senza nessun commento è sinonimo di silezioso rispetto per una determinazione 'illo tempore' comune a molti. Imparati due lingue e iscriviti ad buon master o, almeno, fai queste cose ora che hai la giusta età per poterlo fare e, solo dopo, pensa agli studi per il concorso notarile. In alternativa ricordati, un giorno, che qualcuno provò a darti questo consiglio.
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    Non vedo nulla di strano in questa sentenza. Le legislazioni nazionali "possono" fissare competenze esclusive (dei notai o di altri professionisti) se ci sono giustificate ragioni. "Possono", non "devono". Dipende dalla legislazione interna di ogni stato (per intenderci, la UE non sta dicendo che la scelta della repubblica ceca per cui stipulano pure gli avvocati sia sbagliata). Ma è sempre stato così, in base ai principi europei. Nulla di clamoroso.
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    Quindi che proponi per arginare questo neo liberismo selvaggio cogli occhi a mandorla, l'introduzione del limite dell'unica consegna??
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    certo che é scritta male ... comunque non imponi nulla, perché - come accade nella prassi - se l'aumento non viene deliberato o, pur deliberato, non viene sottoscritto, il socio chiedere quanto gli é dovuto
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    tranquillo anton3: mando bozze in tutta Italia, e non di atti semplici, aiuto anche tantissimi notai; mi basta avere la stima di chi mi conosce e mi apprezza; poco male se il notariato (o una commissione specifica) mi ha fatto una porcata; tanto, una più, una meno, cambia poco Vedi, sono "vecchio": non credo più alle favole, e non dovete crederci neanche voi giovani. 5000, 10000, 20000, notai. Ma dove? Cui prodest? A quelli che vedono ogni nuovo arrivato come fumo negli occhi? Concorrente che ti "ruba" reddito? Credimi: pochi fanno i notai per passione; molti si ammazzano per il repertorio, per fare soldi, soldi, soldi. Ci si "prostituisce" anche per 50 euro in meno ripetto al collega. Adesso vogliono coprire qualche posto in più, perchè ci sono pochi praticanti? Ma"praticanti" di cosa? Delle scuole, perchè pratica negli studi non ne vedo fare a nessuno. Gente che comincia ad esercitare senza neanche sapere cosa sia l'onorario di repertorio. E' questa la pratica? A discapito della qualità, chiaramente! Ma tanto la qualità della prestazione (come la personalità, bellissima parola) non interessa. Abbassimo i "paletti" adesso? Troppo comodo! E chi in passato avrebbe meritato e ha subito porcate perchè il "numero" doveva essere quello e basta? Chi ha subito motivazioni di bocciature ridicole? Va bene, va tutto bene, fino a quando non si autodistruggeranno, come stanno già facendo.
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    Dovresti per correttezza essere più esplicito (fonti ecc) per poter sostenere fatti così circostanziati
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    Giusto è intervenire sul limite delle consegne sia a Notariato che a Magistratura (concorsi che viaggiano sullo stesso binario), tuttavia il calo dei praticanti, oltre che al limite, è dovuto al calo delle iscrizioni nelle università, ma questo è compito delle istituzioni. Noi possiamo solo fare osservazioni nel merito delle proposte e direi che dal punto di vista giuridico, i giovani avvocati non hanno ancora chiare funzioni e ruoli di avv. e Notai, essendoci incompatibilità tra la professione di avvocato e l'esercizio della pubblica funzione notarile, in quanto mentre l'avvocato è un consulente di parte, il Notaio è terzo rispetto alle parti ed esercita le sue funzioni solo in nome e per conto dello stato. Infatti: a) L’art. 1 della legge notarile (legge 16 febbraio 1913 n.89), esordisce affermando che “I Notai sono ufficiali pubblici istituiti per ricevere gli atti tra vivi e di ultima volontà, attribuire loro pubblica fede, conservarne il deposito, rilasciare le copie, i certificati e gli estratti” b) il codice penale, nell’art. 357 n.2 definisce il Notaio come la “persona che esercita permanentemente, con retribuzione, per obbligo, una pubblica funzione amministrativa consistente nell’attribuzione della pubblica fede, in nome e per conto dello Stato”. c) gli articoli 2700 codice civile e 221 ss.cpc, chiariscono la funzione di pubblica fede che il Notaio attribuisce all’atto: la pubblica fede conferisce all’atto pubblico una particolare forza probante. L’atto pubblico redatto dal Notaio infatti, “fa prova fino a querela di falso sia della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, sia delle dichiarazioni delle parti, sia degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti”. . L’atto pubblico redatto dal Notaio infatti, “fa prova fino a querela di falso sia della provenienza del documento dal pubblico ufficiale che lo ha formato, sia delle dichiarazioni delle parti, sia degli altri fatti che il pubblico ufficiale attesta avvenuti in sua presenza o da lui compiuti”. d) l’atto pubblico va considerato come prova legale, ossia quale documento il cui effetto probatorio è sancito dalla legge senza che il Giudice possa esprimere un convincimento diverso, in deroga alla norma generale contenuta nell’art. 116 c.p.c. in virtù del quale il Giudice valuta le prove secondo il suo prudente apprezzamento: infatti già la citata norma, contiene l’inciso “salvo che la legge disponga diversamente”, con ciò riferendosi a quei casi in cui vi è una restrizione dell’ambito di apprezzamento del giudice. A riguardo si è parlato in dottrina (PATTI) anche di “prova legale assoluta”, dal momento che non è ammessa una prova contraria per vincere l’efficacia probatoria dell’atto pubblico. Da ciò deriva anche la ontologica incompatibilità dell’ufficio di Notaro con la professione di avvocato. NON PUOI SVOLGERE LA PROFESSIONE DI AVVOCATO E ALLO STESSO TEMPO FARTI LE PROVE DA SOLO Pertanto come il Notaio, ai sensi dell'art. 2 l.n. non può svolgere le attività giudiziarie che sono prerogativa dell’avvocato, volte alla tutela delle esigenze della collettività sociale, allo stesso modo, l’avvocato ai sensi della l.247/2018 (art. 18 credo) non potrà svolgere le funzioni pubbliche proprie del Notaio, stante appunto la assoluta incompatibilità delle rispettive funzioni. LODEVOLE E' L'IMPEGNO MOSTRATO DAI GIOVANI AVV.TI E PERTANTO, VISTO CHE LA LEGGE NOTARILE PREVEDE LA PRATICA RIDOTTA PER GLI AVVOCATI ED ALLA LUCE DELLA LORO BUONA VOLONTA', PREVIO SVOLGIMENTO DELLA IMPRESCINDIBILE PRATICA, SPERO SI SIEDANO A CONCORSO. DAVVERO UN SINCERO IN BOCCA AL LUPO
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    Il problema del Notariato non è certo l'AIGA (associazione di scappati di casa) Quanto al limite, io ho mollato per essermi rotto i maroni prima della terza (consegna). Ma chi ha voglia di concorrere secondo me non dovrebbe avere limiti imposti dall'alto. Se è un somaro, ha diritto di sbatterci la testa a vita. Ciao Vespasiano
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    Io sono un cittadino. Voglio essere tutelato dal limite delle tre consegne. Come ci accordiamo?
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    Insomma, come era immaginabile, non è stato detto un c...o !
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    Ma state parlando di quello che insegna a copiare la traccia??? .... Senza parole Se vuoi imparare qualcisa vai da Trimarchi o da La Porta .... Altro spessore
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    Speriamo invece che sia così, almeno si riprende lo studio con più piglio, diversamente se le prossime prove fossero dopo l'uscita dei risultati dell'ultimo concorso faccio in tempo a conseguire un'altra laurea.....
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    Un saluto a tutti, scusatemi se da semplice studente di giurisprudenza del quarto anno mi intrometto tra voi, ma desideravo avere un confronto con voi praticanti. Ho 22 anni, mi mancano pochi esami alla laurea (di fondamentale mi manca solo procedura penale). A istinto posso affermare di non essere attratto in maniera particolare dal mondo processuale, nutrendo, invece, particolare interesse per una figura di garanzia quale quella del notaio (il famoso "tanto piu' notaio, tanto meno giudice"). Sono informato sul mondo dei concorsi, per quanto resti un concorso davvero selettivo, attualmente pare che statisticamente sia piu' difficile vincere quello per la magistratura ordinaria, che inoltre essendo teorico trovo che sia meno oggettivo: ho conosciuto un assistente universitario idoneo che ha candidamente espresso di essere rimasto sorpreso dal risultato. Dato che ho le idee chiare, sempre con un occhio agli ultimi esami, vorrei prendere vantaggio sui miei coetanei ancora indecisi sul post lauream. Ho letto un articolo di un Notaio famoso nell'ambiente, arrivato primo nel concorso che vinse, che consigliava -contrariamente a chi dice di partire da Contratti e Obbligazioni- di iniziare lo studio dalle Successioni e Donazioni e contestualmente iniziare sin da subito a redarre atti mortis causa, perche' -a suo detta- rappresenta la tipologia piu' semplice. In secondo luogo attaccare con Civile, tenendosi qualche momento per ripassare successioni, e iniziare con atti molto base inter vivos. Alla fine passare a commerciale, iniziare con verbali di Assemblee ecc e ripassare le prime due materie. Voi che ne pensate di questo approccio? Ho fissato bene in testa che e' importante scrivere fin da subito, perche' quando "arrivera' la mia ora" a Roma dovro' redigere un atto privo di nullita' , completo di motivazione e parte teorica, quindi e' importante non solo la teoria, ma tanta tanta pratica (e infatti credo che scegliero' una scuola incentrata su questo). Secondo voi, fermo nel volermi imbarcare in questa impresa titanica -conosco bene anche le dinamiche dei giovani notai, pare che la professione non sia come un tempo- faccio bene ad anticiparmi, e come impostereste il mio percorso? P.s. Ovviamente tutto questo alla luce dei 18 mesidi pratica che dovro' fare. Un grazie a chi mi rispondera'
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    Ciao Antonio, confermo anch'io quanto detto da Fulgor, nel senso che sei solo da ringraziare
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    Credo che tutti ti stimano per la tua linearità e il tuo garbo. Diciamo che, salva l'educazione, non mi piacciono i censori in genere, specie poi in un forum...
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    Grazie a te, Fulgor ... Vedo che almeno tu mi hai compreso
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    Non capisco il senso di un simile intervento, soprattutto da un utente affidabile e degno di stima come Te. E' sempre successo che a periodi di correzione buoni, con compiti di buon livello ed un buon numero di ammessi, siano succeduti periodi meno buoni, per via del livello dei compiti dei candidati corretti. Pare, da voci raccolte qui sul forum, che la Commissione sia partita con buona disposizione verso i candidati e con l'intento di coprire le sedi, non so se sarà poi così o meno, vedremo! Il concorso è anche questo: ci vuole fortuna anche e soprattutto in sede di correzione; bisogna sperare di essere corretti al momento giusto e, possibilmente, dopo un certo numero di compiti di non ammessi; sperare di non avere fatto errori formali e di non essere scivolati sulla solita 'buccia di banana': insomma, ci vuola anche e soprattutto una buona dose di fortuna, a parità di preparazione. Non so poi se alla fine copriranno o meno le sedi, pareva che ci fosse una volontà in tal senso, inutile piangere sul latte versato: vedremo! In bocca al lupo.
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    non può essere una sentenza ma un decreto motivato del presidente del tribunale (2674-bis + 113-ter disp att).Vogliono sottrarre competenze ad altri e non hanno nemmeno le loro ben chiare nella testa. In ogni caso la sentenza non dice quello che riportano le bufale su web ma dice che essendoci nulla osta del p.m o omologa del presidente del tribunale si può trascrivere sulla base di tale circostanza. Se il notaio gli avv vogliono fare il concorso devono superare
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    L'ordine è quello seguito anche dalla maggior parte delle scuole, quindi è oggettivamente il migliore. Per iniziare sono ottimi l'introduttivo (da fare prima della laurea) e l'iniziale di Viggiani, nonché l'omnia di Corrente (quest'ultimo lo trovo eccezionale, ma è questione di gusti). Leggiti durante gli studi il libro di Genghini sulla forma degli atti oppure quello di Santarcangelo. Per avere una visione d'insieme consiglio poi Di Fabio (che personalmemte continuo a leggere anche oggi).
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    Che ci vuoi fare Vespasiano, dici bene, ma tuo "figlio" Domiziano ha portato zizzania .......
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    Vedo che come sempre si va a finire offtopic !!
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    Scusami ma devo contraddirti. Io non parlo del libro di casi a cura di giorgianni, parlo delle guide operative denominate quid iuris autori fibbi e giorgianni. Più estremi di questi che devo darti? La pagina ? Ora non ho il libricino con me. Ripeto non si tratta del caso ( nel quale pure applica il diritto internazionale privato ) ma di un quesito nel quale verso la fine del testo c'è scritto che la legge di diritto integrazione privato si applica solo all' extra comunitario. Non so se tu hai letto queste guide, io si perché gli autori li stimo molto. In ogni caso ho trovato molti altri articoli che ne sostengono l'applocabilià, come ho trovato altri autori che invece prevedono l'applicazione del regolamento in toto. Non mi pare che ci sia giurisprudenza in merito e quindi direi, anzi dico, che si tratta di una questione dibattuta.
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    Ah quindi una fondazione può vendere qualsiasi cosa liberamente finchè non c'è la verifica che dice che è culturale? Hanno cambiato il d.lgs. e nessuno ne sapeva nulla? Comunque stiamo divagando, perchè qui il problema è un altro. Ossia se il notaio ha ritenuto (come ha ritenuto seppur in modo incerto) che il bene fosse sotto vincolo, doveva applicare la normativa per intero e non solo a metà, ossia limitandosi alla sola denuntiatio. Facendo invece così si è esposto a un grosso rischio, per sè e per i clienti, con tutte le conseguenze del caso (nullità, risarcimenti, ecc.)... altro che zelo.
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    Come detto, si tratta di due istituti diversi e il nome lo sottolinea "riserve statutarie" e "versamenti in conto futuro aumento capitale. Le prime sono accantonamenti effettuati per statuto senza o con una determinata finalità (che può essere ovviamente anche quella di aumentare il capitele); Nel caso specifico dette riserve sono formate con utili (come spesso accade), poi vi possono anche essere riserve facoltative che si possono formare via via con la delibera di approvazione del bilancio e con i soci che decidono, in quell'occasione, di destinarli a riserva e non distribuirli. Si parla di cd. riserve da utili, contrapposte a quelle di "capitale" (alle quali appartengono le riserve che si formano con i versamenti) i versamenti (in conto futuro aumento di capitale), invece sono dazioni di denaro che i soci decidono di fare, senza delibera assembleare che li obblighi, in previsione di un determinato aumento di capitale. Questi versamenti, infatti, possono essere effettuati da tutti i soci o solo da alcuni, proprio perché non vi è obbligo, mentre le riserve statutarie (formate mediante utili) si formano con una parte di utili e riguardano indistintamente tutti i soci, incidendo sul loro diritto all'utile. La società acquisisce le somme versate mediante i versamenti e le iscrive in bilancio, al patrimonio netto, sotto la posta “altre riserve, distintamente indicate” (art. 2424, Passivo A, VII), ma non sono riserve disponibili perché esse sono finalizzate ad un determinato aumento (oneroso, anche se la giurisprudenza e la dottrina prevalentemente ritengono che l’assemblea sia però libera di richiedere la liberazione dell’aumento mediante denaro, senza utilizzare detti versamenti) Quindi le riserve statutarie in conto aumento capitale sono disponibili dall'assemblea e imputabili a capitale ex art. 2442 (e ne beneficiano tutti i soci, essendo, del resto, gli utili accantonati proporzionali, normalmente, alla loro partecipazione); i versamenti, invece, devono essere utilizzati per l'aumento oneroso (proprio perchè si tratta di pre-versamento), su decisione dell'assemblea, rispettando i diritti e le finalità dei soci che li hanno effettuati.
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    Devi leggere la legge con riferimento al combinato disposto dell'art. 10 comma 1 e dell'art. 12; nel caso specifico, a parte quelle che ben osservi (c..ta, meno scrivi meglio è),il problema è dato dal fatto che si tratta di bene appartenente a persona giuridica privata senza scopo di lucro e per questo rientrante nell'art. 10 comma 1 (e no nel comma 3) e quindi nell'art. 12. Tuttavia, l'art. 12, comma 1 fa riferimento solo ad immobili risalenti ad oltre 70 anni (quindi escludendo terreno), però il secondo comma dell'art. 12 fa invece riferimento anche ad interessi che possano essere di natura archeologica o etnoantropologica nelle cose di cui al comma 1 (e quindi sembrerebbe anche con riferimento ai "terreni", dato che solitamente i terreni hanno interesse archeologico o etnoantrop., vedi anche comma 7 e 9). Insomma ci vuole un bravo avvocato, ma la prossima volta, mai occasione migliore di tacere.....
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    Secondo me la riserva in oggetto doveva essere utilizzata solo per un aumento oneroso. 1) Si tratta di una riserva targata " in conto futuro aumento capitale". 2) Una riserva così targata non è disponibile per un aumento gratuito del capitale sociale. 3) Sia la riserva in questione che il "versamento in conto futuro aumento di capitale" sono in bilancio entrambi iscritti nella stessa voce del patrimonio netto. 4) Dove nella traccia è scritto che si vuole procedere ad un aumento gratuito? La traccia chiede un unico aumento scindibile, se per voi la riserva non era utilizzabile per aumento oneroso perché fare un aumento gratuito? 5) Chi sostiene che la riserva di cui sopra non possa essere utilizzata per un aumento oneroso sostiene che essa deriva da utili e che fino alla delibera il socio non vanta il diritto.... Ma scusate, fatemi capire perché non può esserci una clausola statutaria che in soldoni dice: "caro socio al posto di darti 10 euro per poi effettuare un aumento oneroso di 10 euro, mettiamo subito da parte 10 euro in conto di un futuro aumento di capitale così evitiamo un doppio passaggio". Si sta imponendo qualcosa ai soci? No, perché gli stessi saranno liberi di sottoscrivere o meno l'aumento, se non lo faranno nell'articolo della riserva sarà stabilito come utilizzare la parte restante. 6) L'assemblea può introdurre una clausola su come utilizzare gli utili? Si, perché i soci hanno il diritto agli utili nel momento in cui viene adottata la relativa delibera. 7) Ma allora ti contraddici perché al punto 5 sostieni una cosa e al punto 6 un'altra. No, perché la situazione è tipizzata nella clausola statutaria. 8) Manca il consenso negoziale per tutti i soci che è presente per il versamento in conto futuro aumento, il consenso viene recuperato all'atto della sottoscrizione dell'aumento e dal contenuto della clausola statutaria.
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    Secondo me, faranno passare sia chi ha fatto un unico aumento scindibile sia chi ha fatto un aumento misto, attesa la poca chiarezza della traccia sul punto
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    Poni per ipotesi che un socio non voglia sottoscrivere l'aumento e la riserva vada agli altri. Con il gratuito questo problema non si può verificare, mentre con l'aumento oneroso si
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    Non credo sia così semplice. Se si tratta di riserva in senso tecnico, indipendentemente dal nomen che è irrilevante, non può essere utilizzata per un aumento oneroso, se non altro perché così andresti ad imporre ai soci di sottoscrivere.
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    ipotesi interessante, ma non mi convince nelle società di capitali (a differenza che nelle società di persone), per la spettanza degli utili ai soci non è sufficiente l'approvazione del bilancio, ma è necessario anche che l'assemblea ne deliberi la distribuzione. Leggo sul manuale del noto notaio napoletano a p. 583 che "il diritto dei soci è, in altri termini, un diritto al dividendo e non agli utili". quindi secondo me (che però non sono notaio e di conseguenza non conto niente) si tratterebbe di riserva statutaria, utilizzabile con aumento gratuito, come testualmente ex 2442
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    I notai, probabilmente, danno un significato tecnico all'espressione "riserva in conto futuro aumento di capitale", la quale può essere utilizzata solo per aumento oneroso. Ora, nel caso di specie, siccome la riserva era formata da utili, bisogna ritenere che gli stessi siano di spettanza dei soci e non della società: cioè, si tratta di utili che spetterebbero ai soci, ma che gli stessi, in virtù della clausola statutaria, decidono di accantonare in vista di un prossimo aumento oneroso, evitando così di passare per la delibera di distribuzione degli utili ed il successivo versamento in società delle somme appena riscosse (come avviene per i versamenti in conto futuro aumento di capitale) Non c'e altro modo (almeno credo)
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    No, 200-300 bisnotai è impossibile
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    zia assunta, se vuoi scriviamo insieme il libro degli scempi, io ho 40 anni di esperienza
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    Comunque, io ringrazio Vespasiano per il suo apporto "esterno", :almeno su questo sito - da aspiranti notai - dovremmo concordare con lei ; invece sembra che vi siano alcuni - posso pure capire l'odio per il CNN e i notai (ora che si sta fuori, poi dentro ci si allinea e copre) - che non hanno nemmeno capito il ruolo e la funzione del notaio: sarà da suggerire come prossima domanda degli esami orali (in modo che, almeno in quella occasione, questi alcuni dovranno fare "penitenza" se voglio superare l'esame...).
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    Gli avvocati se vogliono risolvere i loro problemi di abbondanza (si è passati da 80.000 avvocati a 240.000 avvocati nel giro di pochi decenni) dovrebbero, invece di pretendere cose assurde e perdere altro tempo facendo peraltro la figura degli sciacalli impreparati, chiedere: - incompatibilità tra giudice di pace ed avvocato (il giudice di pace dovrebbe essere cancellato dall'albo degli avvocati) - incompatibilità tra lavoro dipendente ed avvocato (sapete quanti insegnanti delle superiori tolgono lavoro a chi vuole VerAmente fare l'avvocato?) - prevedere un minimo per gli avvocati sfruttati da altri avvocati - smettere di tollerare l'evidente abuso del diritto di chi residente in Italia va a comprare il titolo di avvocato in Spagna, romania...questa cosa dovrebbe essere consentita solo ai cittadini italiani che realmente risiedono in Spagna, - e poi una selezione seria alle facoltà di giurisprudenza, molti dei laureati di oggi non si sarebbero mai laureati nelle facoltà di qualche anno fa.
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    124 corretti al 28 febbraio , 30 idonei!
  42. 1 like
    Queste considerazioni se le proiettiamo nel 2025 sicuramente porteranno ad avere un massimo di 600 concorsisti per concorsi, presumibilmente, a 200 posti!! Se resta il limite, praticamente basterà consegnare!
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    Niccolò, in un caso specifico si trattava di acquisto della quota da parte dell'altro comproprietario (in modo da aver l'intera proprietà del negozio). Ora, allo stesso modo, viene da te notaio, quale venditore, un comproprietario, per fare l'acquisto - vi era accordo con l'altro comproprietario, magari un preliminare - e tu, che fai, gli blocchi la vendita per far esercitare una prelazione al locatario che non gli spetta? , facendogli in questo modo sfumare l'affare ? E allora possibile, che oltre a perdere un cliente, la causa la faccia lui e non il locatario...... In questo senso ti dico che il notaio deve prendere le sue decisioni, in base alla giurisprudenza (e in questo sta la prudenza), ponderando e bilanciando i giusti diritti delle parti e quindi anche del compratore. La prelazione commerciale è una deroga particolare al sistema che non può operare oltre agli stretti casi previsti dalla legge e per la Cassazione, con decisione finale, questo caso (giustamente, a mio parere), non rientra fra quelli.
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    non c'é avviamento e quindi non c'è. Interesse a rimanere nello stesso locale. Se sei un bravo professionista la gente ti cerca non gia per la zona in cui é ubicata la tua attività bensi per la tua professionalità. Indi per cui, non rilevando le qualitá oggettive del bene ai fini della capacitá attrattiva della clientela, non c'é prelazione e non si applicano tante altre norme della l. 392/78
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    Lascia stare, che le pagine stropicciate dei vecchi TeleTutto non si dimenticano facilmente!
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    I notai oggi non fanno una lira, lavorano per pagare gli impiegati notarili e mantenere oltre 40.000 famiglie (per fortuna) . Gli avvocati pure se la passano male ma non hanno spese, gli avvocati lavorano senza impiegati, tanto ci sono migliaia di praticanti avvocati che lavorano gratis per gli avvocati, gli avvocati chi mantengono ?.
  47. 1 like
    Sisi tutti lo facevano per amore del notariato... basta vedere quanti cercavano di diventare notaio dieci anni fa e quanti oggi... Al prossimo concorso passerà uno su due... mi pare significativo. Per esperienza quando una cosa diventa troppo semplice e non interessa più a nessuno... è alla fine Certo resta una buona opzione per qualche ragazza che magari può fare una decina di atti al mese e vuole avere tempo libero per i figli... Oppure per qualche uomo che si rende conto di non essere tagliato per fare l'avvocato... Un avvocato grintoso con un bel giro di clienti può fare molto black e superare agevolmente le medie sopracitate... Chi poi fa l'impiegato, resti pure dov'è... con le sue certezze: stipendio sicuro, ferie, permessi, tredicesima, TFR etc etc non ha senso mettere a repentaglio tutto per guadagnare poco di più (andiamo verso la compravendita a 500 Euro) correndo rischi assurdi e caricandosi di spese.
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    Anche in tempi non sospetti ho sostenuto l'opportunità di non "giocare" col concorso facendolo diventare uno strumento di politica economica, tanto più nelle mani di chi certe cose non le sa fare se non con risultati deleteri per tutti. Il concorso, invece, è diventato una lotteria e il limite delle tre consegne una vaccata. Tant'è
  49. 1 like
    X me la riserva era da usarsi x aumento oneroso, certo dopo congrua motivazione e spiegazione del perché... Del resto si chiedeva un aumento scindibile, il resto era fattibile con limitazione dell'opzione.
  50. 1 like
    Scusate, una domanda per tutti coloro che hanno fatto l'aumento gratuito: Perché avete optato per tale soluzione? Nella traccia c'è scritto riserva " conto futuro aumento". Può un versamento effettuato dal socio "in conto futuro aumento" essere iscritto a riserva? Stante l'oic 28 si:“Versamenti in conto futuro aumento di capitale” tale riserva accoglie i versamenti non restituibili effettuati dai soci in via anticipata, in vista di un futuro aumento di capitale" Secondo l'oic 28 tale riserva è voce del patrimonio netto. Ora cosa cambia a livello contabile dal versamento effettuato dal socio secondo l'oic 28 e la riserva della traccia? Secondo me nulla, entrambe sono riserve poste nel patrimonio netto. Da un punto di vista civilistico che cambia? Secondo me nulla, infatti entrambe sono targate aumento oneroso, ed entrambe sono utilizzabili in caso di perdita. Ora perché la riserva "versamenti in conto futuro aumento di capitale" ,oic 28, è utilizzabile per l'aumento oneroso mentre quella della traccia no? Grazie per le risposte.