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  2. ragazzi sono un vecchio giudice e mi avete commosso nella ricerca di soluzione al modo pratico di come si calcola il diritto di cui all'art. 40 comma 2 cc. Qui vi propongo la mia soluzione pratica. Buona vita a tutti voi si ricorda che ex art. 540 comma 2 cc la coniuge del de cuius gode del diritto di uso ed abitazione sul detto immobile; la questione non è di poco momento per le ragioni che si illustrano; va subito precisato che Cass. SU 27 febbraio 2013, n. 4847 ebbe a precisare in controversia di successione ab intestato che anche nella successione legittima spettavano al coniuge del de cuius i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, previsti dall'art. 540 c.c., comma 2, ed "il valore capitale di tali diritti deve essere stralciato dall'asse ereditario per poi procedere alla divisione di quest'ultimo tra tutti i coeredi secondo le norme della successione legittima, non tenendo conto dell'attribuzione dei suddetti diritti secondo un meccanismo assimilabile al prelegato"; la successiva statuizione di Cass. 19.4.2013 n. 9651, in tema di successione testamentaria non ebbe a modificare tale principio ma spiegò come andava attuato il calcolo, qui si riportano i brani salienti; il giudice capitolino per quantificare la quota di riserva aveva attuato il seguente calcolo: "Il Collegio (capitolino ndr) ha specificato: (a) che il diritto di abitazione non incide quantitativamente sul compendio ereditario; (b) che il patrimonio relitto è stato valutato in complessive lire 3.701.878.074 e, detratto (tra l'altro) il valore dell'abitazione concordemente calcolato in lire 594.983.400, il valore complessivo dell'asse ereditario è di lire 3.131.827.637; (c) che la legittima per gli appellati, figli della de cuius, pari alla metà dell'asse ereditario, è di Euro 799.355,75; (d) che la lesione della loro quota legittima è pari ad Euro 15.944,35 (ammontando il valore dei beni loro lasciati dalla madre per testamento ad Euro 783.411,40), che va detratta dal compendio ereditario lasciato all'appellante"; la Cassazione ritenne tale calcolo errato e così si esprimeva: "In tema di successione necessaria, la disposizione di cui all'art. 540, secondo comma, cod. civ. determina un incremento quantitativo della quota contemplata in favore del coniuge, in quanto i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso dei mobili che la corredano (quindi, il loro valore capitale) si sommano alla quota riservata al coniuge in proprietà. Posto che la norma stabilisce che i diritti di abitazione e di uso gravano, in primo luogo, sulla disponibile, ciò significa che, come prima operazione, si deve calcolare la disponibile sul patrimonio relitto, ai sensi dell'art. 556 cod. civ., e, per conseguenza, determinare la quota di riserva. Calcolata poi la quota del coniuge nella successione necessaria, in base a quanto stabiliscono gli artt. 540, primo comma, e 542 cod. civ., alla quota di riserva cosi ricavata si devono aggiungere i diritti di abitazione e di uso in concreto, il cui valore viene a gravare sulla disponibile. Se la disponibile non è sufficiente, i diritti di abitazione e di uso gravano, anzitutto, sulla quota di riserva del coniuge, che viene ad essere diminuita della misura proporzionale a colmare l'incapienza della disponibile. Se neppure la quota di riserva del coniuge risulta sufficiente, i diritti di abitazione e di uso gravano sulla riserva dei figli o degli altri legittimari (Cass., Sez. II, 6 aprile 2000, n. 4329)"; per intenderci il giudice capitolino aveva calcolato l'intero patrimonio compresi anche valori diversi rispetto agli immobili ed aveva posto in prededuzione su tutto il valore dell'usufrutto mentre, ad avviso della Cassazione, doveva su tutto il patrimonio prima calcolare la disponibile, poi la quota del coniuge del de cuius, poi le quote degli altri eredi legittimari così da verificare aritmicamente quanto del diritto pecuniario per uso ed abitazione gravava in ordine sulla disponibile, poi sulla quota del coniuge del de cuius, poi sulla quota dei figli; in quel calcolo del giudice di legittimità per intenderci il diritto d'uso ed abitazione andava a colpire la disponibile e la quota del coniuge lasciando intatta la quota dei figli mentre ponendo in prededuzione tale diritto a mò di prelegato che grava su tutta la massa ad essere colpiti pecuniariamente erano anche le quote dei figli; per essere ancora più chiari la precisazione -rispetto a Sezioni Unite- di Cass. 19.4.2013 n. 9651 ha rilievo nelle ipotesi, nel vero assai rare, che venga accolta domanda che ricostituisca in massa fittizia valori patrimoniali del de cuius assai rilevanti pecuniariamente diversi dall'immobile gravato di diritto d'uso ed abitazione;
  3. Yesterday
  4. chiariello

    735 cc

    Ma come già detto da Pinturicchio non vi è nullità ex art. 735 : manca la divisione . O morte o testamento facti è un testamento che permette i legittimari . Il momento cui fare riferimento x i calcoli della legittima è sicuramente quello dell'apertura della successione cioè la morte . Scritta così a me pare che i beni residui si devolvano agli eredi legittimi e testamentari . Nulla toglie però che possa cmq esserci lesione di legittima ... : non conosciamo il valore degli immobili . P.s. nella vita reale la maggior parte dei testamenti olografici di questo tipo sono falsi ... e qua si aprono ancora altre strade a disposizione dei legittimari . Ma è solo una considerazione di ciò che ho visto in giro , non una soluzione immediata
  5. Tizio, coniugato con Tizia in regime di separazione dei beni, costituisce un fondo patrimoniale destinando l'immobile di sua proprietà esclusiva. Nell'atto si precisa che ai sensi dell'art. 168 c.c. la titolarità del bene non viene trasferita e che (ai sensi dell'art. 169 c.c.) i beni del fondo possono essere alienati ecc. con il consenso di entrambi i coniugi senza la necessità di adire il GT, anche in presenza di figli minori. Nasce il figlio Sempronio (ad oggi minore). Tizia decide di separarsi. Tizio vuole vendere la casa e chiede al Notaio Romolo Romani: - se può alienare il bene oggetto del fondo; - se è necessaria una specifica autorizzazione del GT; - se in caso di alienazione vi sia un obbligo di reimpiego del bene; - se può farsi rilasciare da Tizia una procura speciale, per atto pubblico, al fine di alienare il bene ovvero se è necessario che la moglie intervenga all'eventuale atto di compravendita / donazione dell'immobile; - se, e come, una volta alienato l'unico bene oggetto del fondo, questo possa essere sciolto (non rientrando tale ipotesi nell'elenco tassativo del 171 c.c.), senza attendere l'eventuale divorzio. La mia soluzione: - Il bene può essere alienato, con il consenso della moglie, in quanto "espressamente consentito nell'atto di costituzione". Le parti insomma hanno deciso di derogare alla disciplina "ordinaria" prevista dall'art. 169 c.c.. Dal tenore letterale della norma pare che sia possibile derogare anche alla parte che prevede l'intervento del giudice tutelare. Ciò anche in ragione del fatto che una deroga all'intervento dell'A.G. è prevista anche per il curatore speciale dall'art. 356, comma 2. - l'obbligo di reimpiego è previsto dalla natura e ratio del fondo patrimoniale, ma in mancanza non esistono sanzioni. Sarebbe quindi superfluo in caso di accordo dei coniugi all'alienazione (Genghini). - l'autorizzazione del giudice (rectius: tribunale ordinario ex art. 38 disp. att.) è necessaria solo per lo scioglimento del fondo e non anche per l'alienazione del (unico) bene. - la partecipazione di Tizia all'atto di alienazione non sarebbe necessaria, ma siccome in un caso simile la Co.Re.Di ha sanzionato un Notaio per aver accettato una procura speciale "nulla per impossibilità dell'oggetto", quantomeno a fini prudenziali è meglio costituire anche Tizia. Che ne pensate?
  6. Вы не правы. Могу это доказать. Пишите мне в PM. --- Это сомнительно. скачать fifa, скачать фифа и 15fifa.ru скачать фифа
  7. Certo che si: ha dimostrato di essere un Vero Notaio!
  8. Per lui la teoria del condono viene disapplicata? 🤣
  9. frans

    735 cc

    grazie per le risposte dunque Lenza, il contenuto della scheda testamentaria è invero stringato: in pratica il testatore lascia in eredità i due immobili siti in ___ alla signora ____ firmato e sottoscritto. come detto all'epoca della stesura i due immobili rappresentavano l'intero asse ereditario che tuttavia, per via di successive eredità, si è rimpinguato di altre unità immobiliari. il mio dubbio è dunque questo: l'asse ereditario che si deve prendere in considerazione per una eventuale nullità ex art. 735 cc è quello al momento della stesura del testamento o quello al momento della morte? in ogni caso quello è rimasto l'unico testamento e, per quanto - ripeto - ad oggi nell'asse ereditario vi sia molto di più, delle figlie non si fa parola e l'aver lasciato quello che era tutto il patrimonio alla badante desta non poche perplessità. grazie ancora per l'attenzione
  10. il concorso del 2016 è il suo grande amore, se lo porterebbe anche a letto ....😂😂😂
  11. Ti sei dimenticato che nell'aprile 2019 è stato concluso un altro scritto? Non sei aggiornato, pensi ancora al 2016. Facce ride!
  12. Un unico bisnotaio. Congratulazioni Pepe Salvatore!
  13. Lenza

    735 cc

    Direi che sarebbe il caso che postassi il contenuto sostanziale del testamento altrimenti si fa fatica a rispondere. In linea di massima se il testatore si è limitato a istituire nell’intero l’estraneo, la strada è la riduzione. Se ha citato invece anche i due immobili di cui parli si possono fare altri ragionamenti.
  14. Ciao, io avevo approfondito la tematica sul trattato firmato dal prof. Calvo (volume 3: tomo I la vendita e tomo II gli altri i singoli contratti).
  15. pinturicchio81

    735 cc

    Io sarei per rispondere così : 1)No a vis expansiva, che deve essere appositamente disposta ex voluntate testatoris 2)La lesione di legittima potrebbe comunque benissimo esserci
  16. Sarò io a ridere ... Così come ho riso questa volta: sono solo poco più di 100, e non quasi 500! Finalmente si é deciso di tornare ai vecchi tempi: si considera la qualità, e non la quantità. W il Vero Notariato! W l'Alta selettività! Il Condono 2016 é solo un brutto ricordo!
  17. anton3

    735 cc

    No la nullità ex art. 735 (manca la divisione, come ben dice lo juventino), intanto. Però domanda: l'attribuzione dei due beni è stata fatta a titolo di erede universale, oppure sic et sempliciter? Funziona la vis espansiva per una simile attribuzione ? (che equivarrebbe a ex certa re). Pertanto, potrebbe aprirsi anche la successione legittima, a favore di figli, e tutto si chiude. Però, vi è anche chi ritiene (forse la Cassazione, non sono sicuro), che nella ridistribuzione vadano i ricompresi pure gli eredi testamentari, se ex certa re abbiano tale qualifica. Pertanto: a) se funziona la vis espansiva, allora, chiaro, azione di riduzione b) se non funziona, ma opera anche con eredi testamentari, allora occorre vedere se vi è lesione della legittima, per la riduzione c) se non funziona, ma opera solo con gli eredi legittimi, allora tutto a posto.
  18. pinturicchio81

    735 cc

    Direi di no!! Nel testamento olografo esaminato non c'è alcuna divisione a quanto dici!! I legittimari pretermessi facciano una bella azione di riduzione!
  19. frans

    735 cc

    salve a tutti vorrei proporvi un quesito relativo ad un testamento olografo formato nell'anno 2015 quando nel patrimonio del testatore erano presenti due soli beni immobili, che il testatore ha lasciato a persona estranea al nucleo familiare, pretermettendo in toto i legittimari. nel corso degli anni il patrimonio si è incrementato di numerosi altri beni che ad oggi soddisfano le quote di legittima. il testatore è defunto la settimana scorsa e la persona cui sono stati lasciati i due beni immobili vuole far valere quel testamento olografo è possibile far valere la nullità del detto testamento ex art. 735 cc dal momento che all'epoca in cui è stato compilato nominava erede universale un estraneo e non contemplava per nulla i legittimari?
  20. Ultima settimana
  21. Se dopo 2 concorsi ancora ti "brucia" il ricordo del 2016, ti consiglio di non vedere i risultati di quest'ultimo, non ti fa bene per la salute (già abbastanza cagionevole). Ho letto ultimamente che ridere fa bene quindi se vuoi cimentarti in qualche tua previsione (ops volevo dire certezza) sulle soluzioni, numeri degli ammessi e tempi di correzione così che poi il tempo ridicolizzerà... Fai pure e facce ride!
  22. ...per lo spreco di denaro pubblico! Sempre sia lodato!
  23. ... pensavo 🤔 .....nei prossimi concorsi è necessario (vi prego) ,incrementare la tassa di iscrizione al concorso ,così possono al ministero istallare una rete Wi-Fi per poter permettere elle commissioni di poter utilizzare il Wi-Fi per correggere i nostri elaborati e , Googlare ove possibile, “per aiutare la commissione “, a risolvere e a capire le soluzioni degli elaborati dei canditati visto quanto letto sul sito del ministero ( ove si evince dal “verbale n 13 “ la problematica del Wi-Fi per poter correggere in modo efficientissimo i nostri elaborati da questa integerrima ,fiscale , rigida , preparatissima , commissione ... )
  24. Cian-Trabucchi + Lovato Avanzini. Ciao
  25. No (vedi art. 782 c.c. comma 1). Ciao
  26. Sono alla ricerca di un manuale per approfondire lo studio dei singoli contratti.. dopo una breve scrematura dei vari indici mi ritrovo con due "papabili": - "I singoli contratti" di Cassano - Clarizia. Un mattone di 1800 pagine molto esaustivo ma non di primario interesse notarile - concorsuale. Edito nel 2017; - "Dei singoli contratti" di Cillo - D'Amato - Tavani. Il classico capozzino che tutti ben conoscerete. Non che il numero di pagine sia un valido riferimento ma questo ne ha un quarto (490) rispetto al Cassano. Tra l'altro l'ultima edizione è del 2014. Tra questi quale ritenete migliore? Potete suggerirne altri? Grazie
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